lunedì 10 ottobre 2016

2016

La grande scommessa
Ave Cesare
The end of the tour

Veloce come il vento
Lo chiamavano Jeeg Robot
Fuocoammare

Doctor Strange 
Trumbo
The hateful eight
Brooklyn
Il libro della giungla

Perfetti sconosciuti 
Captain Fantastic
Genius

9/3/2017: A distanza di un anno, The end of the tour è quello che ricordo con maggiore coinvolgimento. 

martedì 13 settembre 2016

Film sulla fede

The believer
Holy smoke - fuoco sacro
The tree of life
The master
Higher ground

mercoledì 2 marzo 2016

OPEN - André Agassi

«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l'essenza della mia vita»

“L'agitazione è una cosa buffa. A volte ti fa correre al bagno. Altre volte ti fa sentire arrapato. In certi giorni ti fa ridere e non vedi l'ora di batterti. Decidere che tipo di agitazione hai quel giorno è la prima cosa da fare quando devi scendere in campo. Capire la tua agitazione, decifrare ciò che ti dice del tuo stato mentale e fisico è il primo passo per controllarla e farla lavorare per te

"Vincere non cambia niente. Adesso che ho vinto uno slam, so qualcosa che a pochissimi al mondo è concesso sapere. Una vittoria non è così piacevole quant' è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanamente. Esiste una verità più beffarda e inequivocabile?"

"Se insegui la perfezione, se fai della perfezione il tuo obiettivo ultimo, sai che succede? Insegui qualcosa che non esiste"

Bellissima questa recensione di Baricco: 
Un Agassi che non ti saresti mai aspettato e che non smette un attimo di parlare. Se parti, non scendi più fino all’ultima pagina. Roba che i famigliari protestano e sul lavoro non combini più un granché. In genere, quando un libro riesce a ottenere un simile risultato contiene una di queste quattro domande: chi è l’assassino? Il protagonista troverà se stesso? Ma alla fine si sposeranno? Chi dei due vincerà? Open ne contiene tre su quattro, e le intreccia molto bene: le possibilità di sottrarsi alla trappola sono pari a zero. [...] Adesso che sono stato ad ascoltarlo, so che Agassi ha vissuto come giocava a tennis, cioè con i piedi ben dentro al campo, ad aggredire la pallina mentre sale (tutti buoni a prenderla mentre scende), immaginando tutto a una velocità irragionevole, e collezionando sciocchezze mostruose e invenzioni sublimi. Intanto che faceva tutto questo, cercava un senso alla sua vita. [...] Pallina dopo pallina, volano le domande e le risposte sulla vita, schizzano sul cemento dei pensieri, e alla fine quella a cui assisti è un’ unica, grande, affascinante partita giocata da un ragazzo contro il buco nero che si porta dentro: che poi è la stessa partita che giochiamo tutti, lo si voglia o no. Ne ho letto infiniti resoconti, e quello di Agassi ha una sua elementare bellezza sintetica che vale più di mille centrini letterari. Alessandro Baricco – la Repubblica